Il paradosso dei Mondiali di Calcio 2026

Anche se l’Italia non è riuscita a qualificarsi, guardare i Mondiali Maschili di Calcio è sempre emozionante - e spesso controverso. Dal costo dei biglietti all’interferenza del Presidente degli Stati Uniti su un cartellino rosso, l’emozione non manca di certo!

Tra tutta questa eccitazione, i coach responsabili per le squadre partecipanti devono mantenere la loro lucidità e prendere decisioni che avranno un grande impatto sull’esito delle varie partite. Prima su tutte la domanda: chi inserire nella formazione titolare e chi lasciare in panchina?

Per esempio: tu inseriresti in formazione un giocatore che cammina per l’83% della partita? Che in un elenco della distanza percorsa per partita per ciascun giocatore, si classifica 618esimo su 618? Un giocatore del genere è ovviamente pigro, lento, non ha entusiasmo per il gioco e molto probabilmente aspetta che il resto della squadra faccia il lavoro sporco per lui, per poi condividere la gloria di una vittoria a cui non ha contribuito minimamente.

Se prendessi esempio dal mondo del business, la risposta sarebbe semplice - ma sarebbe anche sbagliata! Perché il giocatore in questione altri non è che Lionel Messi!

Se il coach in questione si comportasse come un manager aziendale e gestisse la squadra da un ufficio lontano dal campo di calcio, basando le sue decisioni solamente su KPI (Key Performance Indicator) e report che appaiono regolarmente sul suo computer, probabilmente Messi non avrebbe preso parte nei Mondiali quest’anno.

Ma per fortuna i coach sono più intelligenti del manager aziendale medio! Osservano gli allenamenti, vedono come ogni giocatore si comporta all’interno della squadra, quale esperienza e competenza mette a disposizione dei suoi compagni di squadra in ogni partita e valuta la squadra intera come un sistema.

Perché un coach sa che non tutto ciò che conta può essere contato, e non tutto ciò che può essere contato conta.

Se sei un manager aziendale, sii più come un coach sportivo.

Indietro
Indietro

Caso Studio: ATAC e i tornelli della metro

Avanti
Avanti

Cos’è un sistema?